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	<title>YeGods! &#187; judo</title>
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		<title>I termini del Judo #2</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 20:21:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Proseguiamo la nostra ricerca sui termini del Judo &#8211; iniziata con questo articolo, che vi consiglio di leggere così avete già l&#8217;introduzione e un po&#8217; di termini. Fatto? Bene. In questa seconda puntata cominceremo a parlare di teniche specifiche. Vi ricordo che questi miei post non vogliono essere un manuale di Judo, ma solo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguiamo la nostra ricerca sui termini del Judo &#8211; iniziata con <a title="Il primo articolo sui termini del Judo" href="http://www.yegods.it/2008/10/05/i-termini-del-judo-1/">questo</a> articolo, che vi consiglio di leggere così avete già l&#8217;introduzione e un po&#8217; di termini. Fatto? Bene.</p>
<p>In questa seconda puntata cominceremo a parlare di teniche specifiche. Vi ricordo che questi miei post non vogliono essere un manuale di Judo, ma solo un manuale dei <strong>termini</strong> del Judo. Quindi non mi dilungherò sul <strong>come </strong>effettuare le tecniche indicate, limitandomi invece a dare loro un nome.</p>
<p><span id="more-124"></span></p>
<h3><strong>Posizioni</strong></h3>
<p>Okay, abbiamo indossato il <strong>judoji </strong>di ordinanza, siamo entrati nel <strong>dojo </strong>e siamo fermi sul <strong>tatami</strong>. Cos&#8217;altro può succedere? Per ora niente. La posizione iniziale, eretta, si chiama <strong>shizen tai</strong>. Se invece vediamo qualcuno che ci si avvicina con intenzioni minacciose, assumiamo la posizione più difensiva chiamata <strong>jigo tai</strong>.</p>
<h3>Cadute</h3>
<p>A questo proposito vorrei citare una vecchia amica, che anni fa &#8211; rivolgendosi proprio al mio amico judoka <strong>Roberto</strong> &#8211; disse: &#8220;Ah, fai Judo&#8230; quindi sai cadere&#8221;. Non mi è possibile riportare nello scritto la vena ironica dell&#8217;affermazione, detta da una esperta di Kung Fu quale Mailan; in questa sede considererò solo la parte significativa, ovvero il fatto che, effettivamente, un buon inizio per un judoka è quello di imparare a cadere.</p>
<p>Non si cade a caso: si cade secondo una precisa Tecnica delle Cadute detta <strong>ukemi waza</strong>. Le cadute sono fondamentalmente tre:</p>
<ul>
<li><strong>ushiro ukemi</strong>, ovverosia la caduta all&#8217;indietro</li>
<li><strong>mae ukemi</strong>, ovverosia la caduta in avanti</li>
<li><strong>yoko ukemi</strong>, ovverosia la caduta laterale</li>
</ul>
<p>Nell&#8217;ultimo caso, la caduta può essere <strong>migi</strong> (a destra) o <strong>hidari</strong> (a sinistra).</p>
<p>Fin qui, stiamo parlando delle cadute semplici, insomma, andare in terra dalla posizione eretta senza farsi male. Ma se la cosa si fa più dinamica, potrebbe essere necessario rotolare. Ecco allora la <strong>mae mawari zempo kaiten ukemi</strong>, ovverosia la caduta rotolata in avanti. Il nome è più lungo perchè così mentre lo dici fai tutta la caduta e ti ritrovi in piedi <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Prese</h3>
<p>Se ci si mette d&#8217;accordo con il proprio avversario, è possibile che ci permetta di rimanere in piedi senza scaraventarci a terra subito. Diciamogli che stiamo ancora imparando <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  In tal caso, succederà che ci troviamo addosso le sue mani, non per farci male, ma per non farci più scappare. E&#8217; la presa fondamentale: <strong>kumi kata</strong>. Una mano stringe il <strong>judoji</strong> sul braccio dell&#8217;avversario, l&#8217;altra lo stringe sul bavero. Tutto parte da lì.</p>
<h3>Fermi qui</h3>
<p>Non corriamo. Non so voi, ma farò fatica già ad imparare tutto questo prima della prossima lezione. Al massimo, se proprio proprio mi sento in forma, potrei provare un <strong>seoi nage</strong>, cioè una tecnica di proiezione sul dorso. Ma forse è più facile che mi tocchi di cadere. Sayonara.</p>
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		<title>I termini del Judo #1</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 13:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[judo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da qualche mese che, una volta ogni tanto, vado in palestra per una lezione di judo. Sarà che io ho bisogno di leggere sempre prima un manuale, ma non riesco ancora a orientarmi, a ricordarmi i nomi, e a muovermi adeguatamente. Allora ho deciso che prima della prossima lezione voglio imparare qualcosa. Magari continuerò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da qualche mese che, una volta ogni tanto, vado in palestra per una lezione di <a title="Il Judo su WikiPedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Judo" target="_blank"><strong>judo</strong></a>. Sarà che io ho bisogno di leggere sempre prima un manuale, ma non riesco ancora a orientarmi, a ricordarmi i nomi, e a muovermi adeguatamente. Allora ho deciso che prima della prossima lezione voglio imparare qualcosa. Magari continuerò a non essere capace, ma almeno saprò <strong>cos&#8217;è </strong>che non riesco a fare. <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Pronti? Lo spiego a voi così lo imparo anch&#8217;io.</p>
<p><span id="more-156"></span></p>
<p>Ringrazio in anticipo WikiPedia come fonte principale di tutto quanto andrò a raccontarvi di seguito.</p>
<p><strong>Judo</strong> significa più o meno &#8220;la via della cedevolezza&#8221;. Quindi: non opporsi alla forza nemica, ma assecondarla, lasciare scorrere. Mi piace molto questa idea di prendere le proprie debolezze e usarle a proprio vantaggio. Richiede serenità ed equilibrio&#8230; quindi immagino che diventare un buon <strong>judoka</strong> (cioè un praticante del Judo) comporti un aumento della propria serenità e del proprio equilibrio. A giudicare dal mio amico <strong>Roberto</strong>, che lo fa da anni, funziona.</p>
<p>Il Judo deriva dal <strong>jujitsu</strong>. Interessante. Credo di non essere il solo che per molto tempo ha confuso i nomi di qualunque arte marziale orientale, faticando a immaginare qualsiasi differenza tra <strong>karate</strong>, <strong>kung fu</strong>, <strong>judo</strong>, <strong>jujitsu</strong>, e ju di lì&#8230; <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  E invece le differenze sono notevoli.</p>
<p>Il judo e il jujitsu non prevedono pugni e calci volanti. Sono essenzialmente tecniche di lotta, di equilibrio: si è quasi perennemente avvinghiati all&#8217;avversario, cercando di sbilanciarlo, farlo cadere, e bloccarlo a terra fino a guadagnare i punti sperati (<em>more on this later on YeGods!&#8230;</em>).</p>
<p>In comune con altre arti marziali c&#8217;è però la localizzazione dell&#8217;allenamento (e della lotta): il judo si pratica in un <strong>dojo</strong>, che ovviamente per noi è solo una palestra mentre altrove è un luogo dove si &#8220;segue una via&#8221;, cioè ci si allena con il corpo e con la mente, si pratica un arte fisica ma si impara anche una filosofia. Il pavimento è tipicamente realizzato con una qualche forma di <strong>tatami</strong>.</p>
<p>Le tre discipline di cui è composto il judo sono <strong>rentai</strong> (cultura fisica), <strong>shobu</strong> (arti guerriere) e <strong>sushin</strong> (coltivazione intellettuale). Sembrava tutto troppo semplice, eh? <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  In realtà non credo che questi tre nomi ricorreranno spesso&#8230; però è molto importante capire che il judo, forse più di qualunque altra arte marziale, persegue lo sviluppo completo della persona e il miglioramento della società tramite &#8220;il miglior utilizzo dell&#8217;energia&#8221;. A me piace molto, e a voi?</p>
<p>Per ora basta così. Dal prossimo post cominceremo a parlare di tecniche specifiche, e arriverà un&#8217;altra ondata di termini giapponesi. Sayonara.</p>
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