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	<title>YeGods!</title>
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		<title>Kindle, una bella idea</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 07:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per i nerds come, alcuni oggetti tecnologici hanno un fascino del tutto particolare. Adesso è il momento del Kindle di Amazon. E&#8217; già qualche tempo che lo conosco e che me lo studio; fino a poco tempo fa aveva un prezzo proibitivo, ma adesso la (corretta) politica di Amazon è di abbassare i prezzi. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per i nerds come, alcuni oggetti tecnologici hanno un fascino del tutto particolare. Adesso è il momento del <strong>Kindle</strong> di Amazon.</p>
<p>E&#8217; già qualche tempo che lo conosco e che me lo studio; fino a poco tempo fa aveva un prezzo proibitivo, ma adesso la (corretta) politica di Amazon è di abbassare i prezzi. E visto che un primo ribasso ha portato buoni risultati, ne hanno fatto un altro &#8220;mascherandolo&#8221; con la rimozione di alcune funzionalità (in pratica mi posso connettere solo in Wi-Fi anzichè in 3G, ma capirai se non posso aspettare di arrivare a casa per scaricare un nuovo libro).</p>
<p>Mi sa che stavolta me lo compro&#8230;</p>
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		<title>Musica, dopo tutto</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuvole rapide è un quattro stelle ed è un buon modo per iniziare la giornata. 99 Red Ballons dei Goldfinger è altrettanto valida per sopportare una connessione Internet che va e viene. Ci vorrebbe molta più musica, sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nuvole rapide</strong> è un quattro stelle ed è un buon modo per iniziare la giornata. <strong>99 Red Ballons</strong> dei <strong>Goldfinger</strong> è altrettanto valida per sopportare una connessione Internet che va e viene.</p>
<p>Ci vorrebbe molta più musica, sempre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rilascio di VirtueMart</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 19:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ho rilasciato la nuova versione di VirtueMart 1.1.5, ovvero ho creato il pacchetto globale di installazione e i pacchetti di update. Poi ho aggiornato il changelog. Dai &#8220;vertici&#8221; del team poche notizie e poco supporto, più o meno me la sono dovuta sfangare da solo fa un po&#8217; specie visto che faccio parte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho rilasciato la nuova versione di VirtueMart 1.1.5, ovvero ho creato il pacchetto globale di installazione e i pacchetti di update. Poi ho aggiornato il changelog. Dai &#8220;vertici&#8221; del team poche notizie e poco supporto, più o meno me la sono dovuta sfangare da solo fa un po&#8217; specie visto che faccio parte del team solo dal 26 Aprile. In compenso ho già ricevuto due e-mail dirette da chi ha trovato l&#8217;indirizzo e-mail sul tracker.</p>
<p>Per farla breve, dal punto di vista organizzativo è un gran casino. E non mi vengano a dire che tutti i progetti open source è così. Ci sarà molto da lavorare per assicurare un successo maggiore a VirtueMart.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diario del subbuteo #7 &#8211; Si torna a giocare</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 19:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[subbuteo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il campo di Subbuteo torna ad ospitare partite vere! Nell&#8217;ambito di un pomeriggio old-style, corredato da una riunione di ben quattro membri dell&#8217;antica compagnia, gli omini di plastica si scrollano finalmente la polvere di dosso e tornano a regalarci emozioni. Il Subbuteo doveva essere una cosa molto GiBiLogic, con la presenza di Cesare e amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/11/diario-subbuteo-7-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-199" title="Pomeriggio di Subbuteo" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/11/diario-subbuteo-7-1-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a></p>
<p>Il campo di <strong>Subbuteo</strong> torna ad ospitare partite vere! Nell&#8217;ambito di un pomeriggio <em>old-style</em>, corredato da una riunione di ben quattro membri dell&#8217;antica compagnia, gli omini di plastica si scrollano finalmente la polvere di dosso e tornano a regalarci emozioni.</p>
<p><span id="more-197"></span></p>
<p>Il Subbuteo doveva essere una cosa molto <strong>GiBiLogic</strong>, con la presenza di Cesare e amici annessi. Programmato da tempo, segnato in Google Calendar, allo stesso livello dei server da completare e dei clienti da accontentare.</p>
<p>Per cui dopo una onesta mattinata di lavoro, mi porto nella cantina di un tempo e comincio a preparare. Libero il tavolo, ci metto su il campo, preparo le staccionate. A un certo punto, quasi contemporaneamente, arriva una chiamata di conferma di <strong>Nicola</strong> e un messaggio di disdetta di <strong>Cesare</strong>. Inizieremo solo in due. Ok. Un ritorno graduale mi piace.</p>
<p>Intanto, però, provo a giocare un paio d&#8217;assi: chiamo <strong>Mario</strong>, che non sento da anni. Forse passa. Avverto via sms <strong>Fabrizio</strong>, che pur non essendo stato un appassionato subbuteista, non si tira mai indietro quando si gioca in compagnia. Chissà.</p>
<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/11/diario-subbuteo-7-4.jpg"><img class="size-medium wp-image-202 alignright" title="Le squadre sono schierate" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/11/diario-subbuteo-7-4-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Intanto io e Nicola finiamo di preparare il campo, ci scambiamo due frasi di lavoro, e poi si parte.</p>
<p>Black out.</p>
<p>Passano due ore di partita e tutto il resto è dimenticato. Le dita si sciolgono man mano, lui acquista precisione nei passaggi, io alterno colpi sensazionali a errori clamorosi, lui passa in vantaggio meritatamente dopo una serie di occcasioni, io accorcio le distanze grazie a un rigore ingenuamente regalato, lui però oggi è caldo e poco dopo allunga nuovamente.</p>
<p>Sul 3 a 1 per lui, ci scuotiamo quando arriva Mario. Finisce la nostra partitona di allenamento, ne inizia una regolare da dieci minuti. Fenomeno Mario! I tocchi sono rapidi e sicuri, come non avesse mai smesso. Purtroppo per lui manca un po&#8217; di concretezza e di cura tattica. Nicola invece è sul velluto e nei dieci minuti riesce a fare tre gol.</p>
<p>Nel frattempo è arrivato anche Fabrizio, e quattro della vecchia compagnia si ritrovano nella stessa cantina che è stata luogo, anni fa, di tante partite, feste, chiacchiere. Ma oggi non è tempo di amarcord: e tempo di Subbuteo.</p>
<p>Rientro io al posto di Nicola. Tra me e Marco è sfida equilibrata, tra due squadre che fanno gioco ma non pungono. Dopo due tempi da dieci minuti finiti sullo zero a zero, riusciamo pure a sbagliare sette rigori su dieci. Lui ne sbaglia uno di meno e vince.</p>
<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/11/diario-subbuteo-7-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-201" title="Si fa sera con il Subbuteo..." src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/11/diario-subbuteo-7-3-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Basta, fuori c&#8217;è buio, è ora di andare a casa.</p>
<p>E&#8217; stato un bellissimo pomeriggio, divertente, entusiasmante, rasserenante. Ma questa non è la cosa migliore. La cosa migliore è che si rifarà!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diario del subbuteo #6 - Alla ricerca dello stadio perduto</title>
		<link>http://www.yegods.it/2008/10/26/diario-subbuteo-6/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 18:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[subbuteo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapevo che c&#8217;era da qualche parte. Sapevo che mentre io traslocavo molte volte, cambiavo lavori, andavo e venivo, lui rimaneva lì: dormiente. In attesa. Sapevo che mi aspettava. Non c&#8217;è stato bisogno di cercarlo a lungo: sono tornato a casa &#8211; la casa dove sono nato e cresciuto -, sono sceso nella cantina che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-6-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-183" title="Sembra proprio lui..." src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-6-1-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Sapevo che c&#8217;era da qualche parte. Sapevo che mentre io traslocavo molte volte, cambiavo lavori, andavo e venivo, lui rimaneva lì: dormiente. In attesa. Sapevo che mi aspettava. Non c&#8217;è stato bisogno di cercarlo a lungo: sono tornato a casa &#8211; la casa dove sono nato e cresciuto -, sono sceso nella cantina che ci faceva da stadio, ed eccolo lì che mi fa l&#8217;occhiolino da dietro una tenda.</p>
<p>Il <strong>campo</strong> del <strong>Subbuteo</strong>.</p>
<p><span id="more-182"></span></p>
<p>Lentamente, con cautela per non rovinarlo, lo estraggo dalla sua improvvisata custodia, nella quale giace da una quindicina d&#8217;anni. Lo controllo, lo tocco: sembra tutto a posto. Si è mantenuto benissimo! Temevo rotture, strappi, bruciature, che so, nidi di insetti, sfregi di vandalismo&#8230; e invece, nascosto a noi e al mondo, in questa cantina tranquilla, si è conservato perfettamente.</p>
<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-6-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-184" title="Un dettaglio del terreno" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-6-2-225x300.jpg" alt="" width="144" height="192" /></a></p>
<p>Il terreno sembra in buona forma, sembra sia stato usato fino a poco tempo fa. Oltretutto ora che ho imparato a lucidare gli omini, un pizzico di asperità non mi fa più paura <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Tolgo qualche batuffolo di polvere, qualche granello di sporco. Mi guardo in giro: c&#8217;è un tavolo che sembra fatto apposta. Lo libero di tutto quello che c&#8217;è sopra, ci stendo sopra il campo, provo a piegarmi per misurare la portata. E&#8217; perfetto.</p>
<p>Sto già facendo le prove generali.</p>
<p>Il campo era l&#8217;anello mancante, ora c&#8217;è tutto. Ora si tratta solo di convocare gli amici e organizzare un bel torneo amichevole, giusto per scrostare definitivamente la polvere da campo, omini, e dalle nostre articolazioni. E poi&#8230; ho già qualche idea per una coppa. Ma niente anticipazioni. Datemi il tempo di godermi un attimino il campo perduto.</p>
<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-6-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-185 alignright" title="Una visione d\'insieme del campo" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-6-3-300x225.jpg" alt="" width="192" height="144" /></a></p>
<p>Accendete i riflettori.</p>
<p>La prima <strong>YeGods Subbuteo Cup</strong> può attendere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>S&#8230; cambio di stagione</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 21:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Bravissimi i ragazzi di Legambiente: non solo organizzano un evento interessante e utile come S&#8230; cambio di stagione, ma lo affrontano anche in maniera organizzata, professionale, tengono aggiornato il loro sito, insomma, danno l&#8217;impressione di saperci fare. Partiamo dall&#8217;evento, descritto anche sul sito del Comune di Brescia. Funziona così. Il primo giorno, si raccoglie materiale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravissimi i ragazzi di <a title="Il sito di Legambiente" href="http://www.legambiente.org/" target="_blank"><strong>Legambiente</strong></a>: non solo organizzano un evento interessante e utile come <a title="L'articolo sull'evento sul sito di Legambiente" href="http://www.legambiente.org/?p=single&amp;type=appu&amp;id=312" target="_blank"><strong>S&#8230; cambio di stagione</strong></a>, ma lo affrontano anche in maniera organizzata, professionale, tengono aggiornato il loro sito, insomma, danno l&#8217;impressione di saperci fare.</p>
<p><span id="more-175"></span></p>
<p>Partiamo dall&#8217;evento, descritto anche sul <a title="I dettagli dell'evento sul sito del Comune di Brescia" href="http://www.comune.brescia.it/Eventi/Servizi+al+Cittadino/vivere+l+ambiente/tutela+dell+ambiente/scambio+di+stagione+2008.htm" target="_blank">sito del Comune di Brescia</a>.</p>
<p>Funziona così. Il primo giorno, si raccoglie materiale. Chiunque può portare qualunque cosa, ripulendo la propria casa dagli oggetti inutilizzati, tutti quelli che sono lì in attesa di essere buttati via. Vecchi libri, CD, cassette, vestiti, profumi, giocattoli&#8230; qualsiasi cosa vi venga in mente.</p>
<p>Il giorno dopo, il materiale viene offerto al pubblico: chiunque va lì e può portarsi via ciò che vuole.</p>
<p>Detta così, ci si immagina un delirio, una confusione completa. E invece l&#8217;organizzazione è presente e si assicura che tutto vada per il verso giusto. L&#8217;anno scorso ci sono capitato quasi per caso solo nel secondo giorno, quest&#8217;anno mi sono mosso per tempo e giusto oggi ho portato il materiale d&#8217;avanzo. Sono stato accolto dai volontari di Legambiente che mi hanno aiutato a trasportare le cose (anzi, avrebbero fatto anche tutto loro, ma ho voluto dare una mano anch&#8217;io) e a sistemarle nei posti giusti, raggruppando i libri con i libri, il materiale informatico con il materiale informatico, e così via.</p>
<p>La cosa che mi ha ben impressionato è stata anche la professionalità che si respirava. Appena arrivato, mi hanno chiesto da dove avevo saputo dell&#8217;evento. Non era una domanda preconfezionata, era il sincero interesse di chi deve capire quali sono i migliori mezzi promozionali per indirizzare meglio le sue risorse. Una volta colto che sono un informatico, mi è stato chiesto di visitare il sito, rinnovato da poco; quindi c&#8217;è attenzione anche per le nuove tecnologie.</p>
<p>In generale, penso che molte organizzazioni no profit siano gestite male. Per il solo fatto che siano no profit non significa che non debbano essere gestite in maniera accurata e con una grande attenzione agli obiettivi; anzi, proprio perchè tipicamente le risorse disponibili sono limitate, è il caso di essere sempre molto attenti a come e dove impiegarle, e a sfruttare gli strumenti promozionali per raccogliere consensi, fondi, notorietà.</p>
<p>Tante di queste organizzazioni danno l&#8217;idea di esistere solo perchè qualcuno ha del tempo libero che non sa come meglio impiegare. Mancano di concretezza, si danno arie, pensano che siccome non sono aziende non devono sottostare alle leggi del mercato. Non è vero! Un&#8217;organizzazione no profit non ha come scopo l&#8217;arricchimento personale ma persegue comunque un obiettivo, la cui raggiungibilità dipende spesso dai fondi a disposizione.</p>
<p>In sostanza, secondo me un&#8217;organizzazione no profit è comunque un&#8217;azienda, che deve essere gestita, deve crescere, deve lavorare bene e con metodo, deve scegliere le persone giuste, e deve fare anche marketing. La differenza principale tra una azienda tradizionale e un&#8217;organizzazione di questo tipo, ad esempio <strong>Legambiente</strong>, è che se la prima va bene ci guadagnano pochi, mentre se va bene la seconda ci guadagniamo tutti.</p>
<p>Quindi sono contento che sia gestita bene.</p>
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		<title>Back to cyberpunk</title>
		<link>http://www.yegods.it/2008/10/17/back-to-cyberpunk/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 21:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Prometto: non ho abbandonato nè il Subbuteo nè il Judo. Presto vi racconterò della ricerca del campo, e proseguirò con altri termini giapponesi. Stasera, però vi voglio parlare rapidamente nell&#8217;atmosfera cyberpunk del libro di racconti che sto leggendo: Mirrorshades, a cura di Bruce Sterling. Una raccolta di racconti dei maggiori esponenti del movimento letterario che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prometto: non ho abbandonato nè il <strong>Subbuteo</strong> nè il <strong>Judo</strong>. Presto vi racconterò della ricerca del campo, e proseguirò con altri termini giapponesi.</p>
<p>Stasera, però vi voglio parlare rapidamente nell&#8217;atmosfera <a title="Il cyberpunk su WikiPedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cyberpunk" target="_blank"><strong>cyberpunk</strong></a> del libro di racconti che sto leggendo: <strong>Mirrorshades</strong>, a cura di Bruce Sterling. Una raccolta di racconti dei maggiori esponenti del movimento letterario che negli anni ottanta scavò un canale parallelo e innovativo rispetto alla fantascienza tradizionale e a tutto il resto della letteratura di genere.</p>
<p>Mi sono tornati alla mente i romanzi di <strong>William Gibson</strong>: <strong>Neuromancer</strong>, <strong>Mona Lisa Overdrive</strong>, <strong>Virtual Light</strong>&#8230; so di averli letti ma non mi ricordo assolutamente nulla. Per cui è ora di andare a ripescarli. A proposito, nessuno di voi sa se si trovano nelle biblioteche di Brescia, quelli in lingua originale inglese intendo? Se sì, fatemi un colpo. So che li leggerò una sola volta, per cui preferirei prenderli a prestito. Tanto so già che finirò per acquistarli su Internet e poi regalarli io in biblioteca.</p>
<p>In questi giorni che sto leggendo questi romanzi tecnologici e futuristi ma non troppo, continuo a pensare che il cyberpunk è adesso. Che tra megacartelloni, chiavette USB, connettività wireless e tutto quanto, stiamo vivendo in un ambiente molto vicino a quello descritto in questo filone. Va detto che a starci dentro sembra molto meglio di come lo descrivevano loro.</p>
<p>Okay, chiuso il post a uso interno. Torno alle mie ricerche calcistico &#8211; orientali. Torniamo al presente. Torniamo al nostro cyberpunk quotidiano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I termini del Judo #2</title>
		<link>http://www.yegods.it/2008/10/12/i-termini-del-judo-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 20:21:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[judo]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguiamo la nostra ricerca sui termini del Judo &#8211; iniziata con questo articolo, che vi consiglio di leggere così avete già l&#8217;introduzione e un po&#8217; di termini. Fatto? Bene. In questa seconda puntata cominceremo a parlare di teniche specifiche. Vi ricordo che questi miei post non vogliono essere un manuale di Judo, ma solo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguiamo la nostra ricerca sui termini del Judo &#8211; iniziata con <a title="Il primo articolo sui termini del Judo" href="http://www.yegods.it/2008/10/05/i-termini-del-judo-1/">questo</a> articolo, che vi consiglio di leggere così avete già l&#8217;introduzione e un po&#8217; di termini. Fatto? Bene.</p>
<p>In questa seconda puntata cominceremo a parlare di teniche specifiche. Vi ricordo che questi miei post non vogliono essere un manuale di Judo, ma solo un manuale dei <strong>termini</strong> del Judo. Quindi non mi dilungherò sul <strong>come </strong>effettuare le tecniche indicate, limitandomi invece a dare loro un nome.</p>
<p><span id="more-124"></span></p>
<h3><strong>Posizioni</strong></h3>
<p>Okay, abbiamo indossato il <strong>judoji </strong>di ordinanza, siamo entrati nel <strong>dojo </strong>e siamo fermi sul <strong>tatami</strong>. Cos&#8217;altro può succedere? Per ora niente. La posizione iniziale, eretta, si chiama <strong>shizen tai</strong>. Se invece vediamo qualcuno che ci si avvicina con intenzioni minacciose, assumiamo la posizione più difensiva chiamata <strong>jigo tai</strong>.</p>
<h3>Cadute</h3>
<p>A questo proposito vorrei citare una vecchia amica, che anni fa &#8211; rivolgendosi proprio al mio amico judoka <strong>Roberto</strong> &#8211; disse: &#8220;Ah, fai Judo&#8230; quindi sai cadere&#8221;. Non mi è possibile riportare nello scritto la vena ironica dell&#8217;affermazione, detta da una esperta di Kung Fu quale Mailan; in questa sede considererò solo la parte significativa, ovvero il fatto che, effettivamente, un buon inizio per un judoka è quello di imparare a cadere.</p>
<p>Non si cade a caso: si cade secondo una precisa Tecnica delle Cadute detta <strong>ukemi waza</strong>. Le cadute sono fondamentalmente tre:</p>
<ul>
<li><strong>ushiro ukemi</strong>, ovverosia la caduta all&#8217;indietro</li>
<li><strong>mae ukemi</strong>, ovverosia la caduta in avanti</li>
<li><strong>yoko ukemi</strong>, ovverosia la caduta laterale</li>
</ul>
<p>Nell&#8217;ultimo caso, la caduta può essere <strong>migi</strong> (a destra) o <strong>hidari</strong> (a sinistra).</p>
<p>Fin qui, stiamo parlando delle cadute semplici, insomma, andare in terra dalla posizione eretta senza farsi male. Ma se la cosa si fa più dinamica, potrebbe essere necessario rotolare. Ecco allora la <strong>mae mawari zempo kaiten ukemi</strong>, ovverosia la caduta rotolata in avanti. Il nome è più lungo perchè così mentre lo dici fai tutta la caduta e ti ritrovi in piedi <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Prese</h3>
<p>Se ci si mette d&#8217;accordo con il proprio avversario, è possibile che ci permetta di rimanere in piedi senza scaraventarci a terra subito. Diciamogli che stiamo ancora imparando <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  In tal caso, succederà che ci troviamo addosso le sue mani, non per farci male, ma per non farci più scappare. E&#8217; la presa fondamentale: <strong>kumi kata</strong>. Una mano stringe il <strong>judoji</strong> sul braccio dell&#8217;avversario, l&#8217;altra lo stringe sul bavero. Tutto parte da lì.</p>
<h3>Fermi qui</h3>
<p>Non corriamo. Non so voi, ma farò fatica già ad imparare tutto questo prima della prossima lezione. Al massimo, se proprio proprio mi sento in forma, potrei provare un <strong>seoi nage</strong>, cioè una tecnica di proiezione sul dorso. Ma forse è più facile che mi tocchi di cadere. Sayonara.</p>
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		<title>Diario del Subbuteo #5 &#8211; Le Squadre Degli Amici</title>
		<link>http://www.yegods.it/2008/10/07/diario-subbuteo-5/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 22:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[subbuteo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi ogni squadra ha la sua storia, dicevamo. Legata più o meno strettamente ad ognuno di noi. Eravamo ancora ragazzini, quindi si potrebbe dire che c&#8217;erano degli omini in carne ed ossa intorno al tavolo, in aggiunta agli omini dentro il campo. Vediamo cosa c&#8217;è da raccontare a riguardo. Partiamo dall&#8217;Olimpique Marseille, squadra regalata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-161" title="Olimpique Marseille: la squadra di Umberto" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-1-300x225.jpg" alt="" width="168" height="126" /></a>Quasi ogni squadra ha la sua storia, dicevamo. Legata più o meno strettamente ad ognuno di noi. Eravamo ancora ragazzini, quindi si potrebbe dire che c&#8217;erano degli omini in carne ed ossa intorno al tavolo, in aggiunta agli omini dentro il campo.</p>
<p>Vediamo cosa c&#8217;è da raccontare a riguardo.</p>
<p><span id="more-141"></span></p>
<p>Partiamo dall&#8217;<strong>Olimpique Marseille</strong>, squadra regalata a <strong>Umberto</strong> per il suo compleanno da tutta la nostra combriccola di giocatori. Mi piacerebbe pensare che, così come io avevo cominciato ad affacciarmi al calcio spagnolo per seguire un giocatore talentuoso, anche il nostro amico avesse assaporato questa apertura all&#8217;Europa. La verità è che Umberto è sempre stato milanista sfegatato, e proprio quell&#8217;anno, un mesetto prima del suo compleanno, il Milan aveva perso la finale di Coppa Campioni contro&#8230; l&#8217;Olimpique Marseille.</p>
<p>Che amiconi siamo stati, eh? <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-162" title="Milan: la squadra di Adriano" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-2-225x300.jpg" alt="" width="126" height="168" /></a>Sapete, si diceva che il presidente Berlusconi acquistasse tutti quei giocatori che gli facevano perdere le coppe&#8230; ecco, noi applicavamo la stessa cosa in piccola scala. Possedere il Marseille per metabolizzare la sconfitta.</p>
<p>Il <strong>Milan</strong>, invece, nel Subbuteo era la squadra di <strong>Adriano</strong>. Con lui non c&#8217;era gusto: tifoso sfegatato, sì, ma anche inguaribilmente ottimista e positivo. Si meritava il Milan, punto e basta. Era un Milan con lo scudetto sulla maglia, il Milan schiacciasassi di <a title="Ruud Gullit su WikiPedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruud_Gullit" target="_blank"><strong>Ruud Gullit</strong></a>. Qualche anno dopo diventava il Milan di <a title="George Weah su WikiPedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Weah" target="_blank"><strong>George Weah</strong></a>, che, giusto per chiudere il cerchio, ha concluso la sua carriera&#8230; all&#8217;Olimpique Marseille.</p>
<p><strong>Nicola</strong> aveva l&#8217;<strong>Italia</strong>. Ovviamente. Il nostro bravo ragazzo non poteva che essere eletto portabandiera ufficiale. Era l&#8217;Italia di <strong>Roberto Baggio</strong>, ma nessun codino galeotto è spuntato sul nostro omino in miniatura.</p>
<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-163" title="Italia: la squadra di Nicola" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-3-300x225.jpg" alt="" width="168" height="126" /></a>Per qualche strana ragione, <strong>Marco</strong> aveva il <strong>Norwich City</strong>. Si intonava alla persona: riservato, mai eccessivo. Una particolarità: i numerini dei giocatori del Norwich sono realizzati con gli adesivi che si trovavano in alcune marche di audiocassette.</p>
<p>Tutto questo, dico tutto il nostro gioco di Subbuteo, non avrebbe tuttavia potuto nemmeno iniziare se non fosse stato per <strong>Max</strong>. Sono sue tutte le altre squadre &#8211; tra cui la sua favorita <strong>Argentina</strong> -, suo tutto il resto del materiale. Anzi, per la precisione era tutto di un suo parente (zio? cugino? non ricordo più) che un bel giorno ce l&#8217;ha prestato senza immaginare che non avrebbe più rivisto nulla <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ricordo ancora la mattina di sole di una Domenica di primavera, quando ci siamo fatti accompagnare in macchina (troppo giovani per guidare&#8230;) a ritirare campo, squadre, accessori vari&#8230; siamo tornati a casa e abbiamo scoperto insieme questo mondo.</p>
<p><a href="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-4.jpg"><img class="size-medium wp-image-164 alignleft" title="Norwich City: la squadra di Marco" src="http://www.yegods.it/wp-content/uploads/2008/10/diario-subbuteo-5-4-225x300.jpg" alt="" width="126" height="168" /></a>E&#8217; tanto che non vedo questi miei amici, tranne Nicola, che sicuramente sarà il primo ad essere contattato quando ricomincerò a giocare. Ma non ancora. C&#8217;è dell&#8217;altro materiale. E soprattutto, non ho ancora ritrovato il campo <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nella prossima puntata del Diario del Subbuteo: Alla Ricerca Dello Stadio Perduto. Stay tuned.</p>
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		<title>I termini del Judo #1</title>
		<link>http://www.yegods.it/2008/10/05/i-termini-del-judo-1/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 13:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[judo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da qualche mese che, una volta ogni tanto, vado in palestra per una lezione di judo. Sarà che io ho bisogno di leggere sempre prima un manuale, ma non riesco ancora a orientarmi, a ricordarmi i nomi, e a muovermi adeguatamente. Allora ho deciso che prima della prossima lezione voglio imparare qualcosa. Magari continuerò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da qualche mese che, una volta ogni tanto, vado in palestra per una lezione di <a title="Il Judo su WikiPedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Judo" target="_blank"><strong>judo</strong></a>. Sarà che io ho bisogno di leggere sempre prima un manuale, ma non riesco ancora a orientarmi, a ricordarmi i nomi, e a muovermi adeguatamente. Allora ho deciso che prima della prossima lezione voglio imparare qualcosa. Magari continuerò a non essere capace, ma almeno saprò <strong>cos&#8217;è </strong>che non riesco a fare. <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Pronti? Lo spiego a voi così lo imparo anch&#8217;io.</p>
<p><span id="more-156"></span></p>
<p>Ringrazio in anticipo WikiPedia come fonte principale di tutto quanto andrò a raccontarvi di seguito.</p>
<p><strong>Judo</strong> significa più o meno &#8220;la via della cedevolezza&#8221;. Quindi: non opporsi alla forza nemica, ma assecondarla, lasciare scorrere. Mi piace molto questa idea di prendere le proprie debolezze e usarle a proprio vantaggio. Richiede serenità ed equilibrio&#8230; quindi immagino che diventare un buon <strong>judoka</strong> (cioè un praticante del Judo) comporti un aumento della propria serenità e del proprio equilibrio. A giudicare dal mio amico <strong>Roberto</strong>, che lo fa da anni, funziona.</p>
<p>Il Judo deriva dal <strong>jujitsu</strong>. Interessante. Credo di non essere il solo che per molto tempo ha confuso i nomi di qualunque arte marziale orientale, faticando a immaginare qualsiasi differenza tra <strong>karate</strong>, <strong>kung fu</strong>, <strong>judo</strong>, <strong>jujitsu</strong>, e ju di lì&#8230; <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  E invece le differenze sono notevoli.</p>
<p>Il judo e il jujitsu non prevedono pugni e calci volanti. Sono essenzialmente tecniche di lotta, di equilibrio: si è quasi perennemente avvinghiati all&#8217;avversario, cercando di sbilanciarlo, farlo cadere, e bloccarlo a terra fino a guadagnare i punti sperati (<em>more on this later on YeGods!&#8230;</em>).</p>
<p>In comune con altre arti marziali c&#8217;è però la localizzazione dell&#8217;allenamento (e della lotta): il judo si pratica in un <strong>dojo</strong>, che ovviamente per noi è solo una palestra mentre altrove è un luogo dove si &#8220;segue una via&#8221;, cioè ci si allena con il corpo e con la mente, si pratica un arte fisica ma si impara anche una filosofia. Il pavimento è tipicamente realizzato con una qualche forma di <strong>tatami</strong>.</p>
<p>Le tre discipline di cui è composto il judo sono <strong>rentai</strong> (cultura fisica), <strong>shobu</strong> (arti guerriere) e <strong>sushin</strong> (coltivazione intellettuale). Sembrava tutto troppo semplice, eh? <img src='http://www.yegods.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  In realtà non credo che questi tre nomi ricorreranno spesso&#8230; però è molto importante capire che il judo, forse più di qualunque altra arte marziale, persegue lo sviluppo completo della persona e il miglioramento della società tramite &#8220;il miglior utilizzo dell&#8217;energia&#8221;. A me piace molto, e a voi?</p>
<p>Per ora basta così. Dal prossimo post cominceremo a parlare di tecniche specifiche, e arriverà un&#8217;altra ondata di termini giapponesi. Sayonara.</p>
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