Diario del subbuteo #7 – Si torna a giocare
Il campo di Subbuteo torna ad ospitare partite vere! Nell’ambito di un pomeriggio old-style, corredato da una riunione di ben quattro membri dell’antica compagnia, gli omini di plastica si scrollano finalmente la polvere di dosso e tornano a regalarci emozioni.
Il Subbuteo doveva essere una cosa molto GiBiLogic, con la presenza di Cesare e amici annessi. Programmato da tempo, segnato in Google Calendar, allo stesso livello dei server da completare e dei clienti da accontentare.
Per cui dopo una onesta mattinata di lavoro, mi porto nella cantina di un tempo e comincio a preparare. Libero il tavolo, ci metto su il campo, preparo le staccionate. A un certo punto, quasi contemporaneamente, arriva una chiamata di conferma di Nicola e un messaggio di disdetta di Cesare. Inizieremo solo in due. Ok. Un ritorno graduale mi piace.
Intanto, però, provo a giocare un paio d’assi: chiamo Mario, che non sento da anni. Forse passa. Avverto via sms Fabrizio, che pur non essendo stato un appassionato subbuteista, non si tira mai indietro quando si gioca in compagnia. Chissà.
Intanto io e Nicola finiamo di preparare il campo, ci scambiamo due frasi di lavoro, e poi si parte.
Black out.
Passano due ore di partita e tutto il resto è dimenticato. Le dita si sciolgono man mano, lui acquista precisione nei passaggi, io alterno colpi sensazionali a errori clamorosi, lui passa in vantaggio meritatamente dopo una serie di occcasioni, io accorcio le distanze grazie a un rigore ingenuamente regalato, lui però oggi è caldo e poco dopo allunga nuovamente.
Sul 3 a 1 per lui, ci scuotiamo quando arriva Mario. Finisce la nostra partitona di allenamento, ne inizia una regolare da dieci minuti. Fenomeno Mario! I tocchi sono rapidi e sicuri, come non avesse mai smesso. Purtroppo per lui manca un po’ di concretezza e di cura tattica. Nicola invece è sul velluto e nei dieci minuti riesce a fare tre gol.
Nel frattempo è arrivato anche Fabrizio, e quattro della vecchia compagnia si ritrovano nella stessa cantina che è stata luogo, anni fa, di tante partite, feste, chiacchiere. Ma oggi non è tempo di amarcord: e tempo di Subbuteo.
Rientro io al posto di Nicola. Tra me e Marco è sfida equilibrata, tra due squadre che fanno gioco ma non pungono. Dopo due tempi da dieci minuti finiti sullo zero a zero, riusciamo pure a sbagliare sette rigori su dieci. Lui ne sbaglia uno di meno e vince.
Basta, fuori c’è buio, è ora di andare a casa.
E’ stato un bellissimo pomeriggio, divertente, entusiasmante, rasserenante. Ma questa non è la cosa migliore. La cosa migliore è che si rifarà!

