Diario del subbuteo #6
- Alla ricerca dello stadio perduto

Sapevo che c’era da qualche parte. Sapevo che mentre io traslocavo molte volte, cambiavo lavori, andavo e venivo, lui rimaneva lì: dormiente. In attesa. Sapevo che mi aspettava. Non c’è stato bisogno di cercarlo a lungo: sono tornato a casa – la casa dove sono nato e cresciuto -, sono sceso nella cantina che ci faceva da stadio, ed eccolo lì che mi fa l’occhiolino da dietro una tenda.

Il campo del Subbuteo.

Lentamente, con cautela per non rovinarlo, lo estraggo dalla sua improvvisata custodia, nella quale giace da una quindicina d’anni. Lo controllo, lo tocco: sembra tutto a posto. Si è mantenuto benissimo! Temevo rotture, strappi, bruciature, che so, nidi di insetti, sfregi di vandalismo… e invece, nascosto a noi e al mondo, in questa cantina tranquilla, si è conservato perfettamente.

Il terreno sembra in buona forma, sembra sia stato usato fino a poco tempo fa. Oltretutto ora che ho imparato a lucidare gli omini, un pizzico di asperità non mi fa più paura :-) .

Tolgo qualche batuffolo di polvere, qualche granello di sporco. Mi guardo in giro: c’è un tavolo che sembra fatto apposta. Lo libero di tutto quello che c’è sopra, ci stendo sopra il campo, provo a piegarmi per misurare la portata. E’ perfetto.

Sto già facendo le prove generali.

Il campo era l’anello mancante, ora c’è tutto. Ora si tratta solo di convocare gli amici e organizzare un bel torneo amichevole, giusto per scrostare definitivamente la polvere da campo, omini, e dalle nostre articolazioni. E poi… ho già qualche idea per una coppa. Ma niente anticipazioni. Datemi il tempo di godermi un attimino il campo perduto.

Accendete i riflettori.

La prima YeGods Subbuteo Cup può attendere.

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