Back to cyberpunk
Prometto: non ho abbandonato nè il Subbuteo nè il Judo. Presto vi racconterò della ricerca del campo, e proseguirò con altri termini giapponesi.
Stasera, però vi voglio parlare rapidamente nell’atmosfera cyberpunk del libro di racconti che sto leggendo: Mirrorshades, a cura di Bruce Sterling. Una raccolta di racconti dei maggiori esponenti del movimento letterario che negli anni ottanta scavò un canale parallelo e innovativo rispetto alla fantascienza tradizionale e a tutto il resto della letteratura di genere.
Mi sono tornati alla mente i romanzi di William Gibson: Neuromancer, Mona Lisa Overdrive, Virtual Light… so di averli letti ma non mi ricordo assolutamente nulla. Per cui è ora di andare a ripescarli. A proposito, nessuno di voi sa se si trovano nelle biblioteche di Brescia, quelli in lingua originale inglese intendo? Se sì, fatemi un colpo. So che li leggerò una sola volta, per cui preferirei prenderli a prestito. Tanto so già che finirò per acquistarli su Internet e poi regalarli io in biblioteca.
In questi giorni che sto leggendo questi romanzi tecnologici e futuristi ma non troppo, continuo a pensare che il cyberpunk è adesso. Che tra megacartelloni, chiavette USB, connettività wireless e tutto quanto, stiamo vivendo in un ambiente molto vicino a quello descritto in questo filone. Va detto che a starci dentro sembra molto meglio di come lo descrivevano loro.
Okay, chiuso il post a uso interno. Torno alle mie ricerche calcistico – orientali. Torniamo al presente. Torniamo al nostro cyberpunk quotidiano.
