Diario del Subbuteo #5
– Le Squadre Degli Amici
Quasi ogni squadra ha la sua storia, dicevamo. Legata più o meno strettamente ad ognuno di noi. Eravamo ancora ragazzini, quindi si potrebbe dire che c’erano degli omini in carne ed ossa intorno al tavolo, in aggiunta agli omini dentro il campo.
Vediamo cosa c’è da raccontare a riguardo.
Partiamo dall’Olimpique Marseille, squadra regalata a Umberto per il suo compleanno da tutta la nostra combriccola di giocatori. Mi piacerebbe pensare che, così come io avevo cominciato ad affacciarmi al calcio spagnolo per seguire un giocatore talentuoso, anche il nostro amico avesse assaporato questa apertura all’Europa. La verità è che Umberto è sempre stato milanista sfegatato, e proprio quell’anno, un mesetto prima del suo compleanno, il Milan aveva perso la finale di Coppa Campioni contro… l’Olimpique Marseille.
Che amiconi siamo stati, eh?
Sapete, si diceva che il presidente Berlusconi acquistasse tutti quei giocatori che gli facevano perdere le coppe… ecco, noi applicavamo la stessa cosa in piccola scala. Possedere il Marseille per metabolizzare la sconfitta.
Il Milan, invece, nel Subbuteo era la squadra di Adriano. Con lui non c’era gusto: tifoso sfegatato, sì, ma anche inguaribilmente ottimista e positivo. Si meritava il Milan, punto e basta. Era un Milan con lo scudetto sulla maglia, il Milan schiacciasassi di Ruud Gullit. Qualche anno dopo diventava il Milan di George Weah, che, giusto per chiudere il cerchio, ha concluso la sua carriera… all’Olimpique Marseille.
Nicola aveva l’Italia. Ovviamente. Il nostro bravo ragazzo non poteva che essere eletto portabandiera ufficiale. Era l’Italia di Roberto Baggio, ma nessun codino galeotto è spuntato sul nostro omino in miniatura.
Per qualche strana ragione, Marco aveva il Norwich City. Si intonava alla persona: riservato, mai eccessivo. Una particolarità: i numerini dei giocatori del Norwich sono realizzati con gli adesivi che si trovavano in alcune marche di audiocassette.
Tutto questo, dico tutto il nostro gioco di Subbuteo, non avrebbe tuttavia potuto nemmeno iniziare se non fosse stato per Max. Sono sue tutte le altre squadre – tra cui la sua favorita Argentina -, suo tutto il resto del materiale. Anzi, per la precisione era tutto di un suo parente (zio? cugino? non ricordo più) che un bel giorno ce l’ha prestato senza immaginare che non avrebbe più rivisto nulla
Ricordo ancora la mattina di sole di una Domenica di primavera, quando ci siamo fatti accompagnare in macchina (troppo giovani per guidare…) a ritirare campo, squadre, accessori vari… siamo tornati a casa e abbiamo scoperto insieme questo mondo.
E’ tanto che non vedo questi miei amici, tranne Nicola, che sicuramente sarà il primo ad essere contattato quando ricomincerò a giocare. Ma non ancora. C’è dell’altro materiale. E soprattutto, non ho ancora ritrovato il campo
Nella prossima puntata del Diario del Subbuteo: Alla Ricerca Dello Stadio Perduto. Stay tuned.
