Diario del Subbuteo #4
– Una Scommessa Vinta
Di tutte le squadre presenti nella Scatola, una sola mi appartiene: il Barcelona. Le altre sono tutte di amici, Nicola, Umberto, Adriano, Max, e sono rimaste a me solo perchè era nella mia cantina che si giocava. Degli amici e delle loro squadre parleremo poi: oggi voglio dirvi del Barcelona.
La prendo un po’ larga.
Ho avuto un’infanzia e una gioventù profondamente juventine. Era la Juve di Michel Platini e Michael Laudrup. Il primo, va be’, intoccabile. Il secondo… un talento incredibile, ma che in qualche modo faticava a dimostrarsi davvero un grande. Quando se n’è andato dalla Juve, non è che avesse fatto sfracelli (anche se mi ricordo ancora il suo fantastico gol nella finale di Coppa Intercontinentale contro l’Argentinos Juniors). Ma questo suo essere “quasi” un grande me lo rendeva ancora più simpatico, più umano.
Nel 1989 avevo quindici anni e la mia passione per il calcio si stava trasformando. Dal tifo ingenuo di un bambino, semplicemente ereditato dal fratello maggiore, cominciava a diventare un amore per il gioco in se. Le squadre erano un po’ meno importanti, i giocatori un po’ di più. Così pian piano ho smesso di tifare Juve e ho seguito invece Laudrup, cominciando a simpatizzare (“tifare” sarebbe già una parola troppo grossa) per il Barcelona, e negli anni successivi mi sono goduto con piacere le notizie dei successi del danese in Spagna.
Quando sono arrivati gli europei del 1992, ovviamente tifavo Danimarca. Sono rimasto deluso dalla mancata partecipazione di Michael, ma ho seguito le imprese del fratello Brian e di tutti i suoi inaspettati compagni di trionfo. Dopo l’ultima partita del girone contro la Francia, quando la Danimarca è passata in semifinale, ho scommesso con mio padre che avrebbe vinto l’europeo. Sentivo (o volevo sentire) profumo di miracolo.
E ovviamente, essendo l’anno del nostro Subbuteo, la scommessa aveva in palio la squadra del Barcelona. Così, quando i danesi hanno portato a termine l’impresa, ho potuto cominciare a giocare con il mio favorito: ringraziando l’amico Mirko che per rendere più realistica la cosa, ha dipinto il numero 10 con una zazzera bionda come quella di Michael.
Ora Laudrup è un allenatore di discreto successo, la Danimarca non ha più fatto niente di simile, continuo a non tenere più la Juve, la mia squadra del Barcelona è stata autografata da Daniel e Andrea, e ho una voglia matta di giocare a Subbuteo. Ma non è ancora il momento. Dobbiamo finire la storia.
Nella prossima puntata del Diario del Subbuteo: Le Squadre Degli Amici.
